Chi pensa che le Lager siano le “birre leggere” per eccellenza si deve ricredere. Perché la birra Bock e tutte le sotto-tipologie di cui è composta, seppur a bassa fermentazione, raggiungono vette di corpo e di gradazione alcolica importanti. Andiamo a scoprirne le caratteristiche.

LA STORIA

Il termine tedesco “Bock” significa letteralmente capra, anche se probabilmente è una deformazione dialettale di Einbeck, città dove questa tipologia di birra nasce.  Qui i monaci erano soliti preparare birre in occasione delle festività, birre caratterizzate dalla consistente gradazione alcolica. Il cosiddetto “pane liquido”, un rinforzo corposo per sopportare i periodi di digiuno e in particolare la Quaresima. Quindi birre di monaci, originariamente scure e dolciastre. Al giorno d’oggi le Bock si sono diversificate in diverse  tipologie:

CARATTERISTICHE

  • Bock Classiche: birre di colore scuro e dal sapore tendente al dolciastro per l’elevata tostatura del malto. Il malto Vienna primeggia rispetto al luppolo, usato solo per bilanciarne la dolcezza e garantirne la conservabilità. Mediamente arriva ai 6,5 – 7 gradi alcolici.bock maisel
  • Weizenbock: come le precedenti, con la particolarità dell’aggiunta del malto di frumento oltre a quello d’orzo.

  • DoppelBock: la Bock per eccellenza, particolarmente forte per permettere ai monaci di digiunare. Colore ambrato tendente allo scuro, gradazione che va dai 7,5 agli 11 gradi circa, sapore prevalentemente maltato, con accenni di cioccolato e frutti rossi.
    Una curiosità? La prima DoppelBock fu creata dai monaci di San Francesco da Paola, oggi noti al mondo con il nome di Paulaner. Il nome? Oggi come allora Paulaner Salvator, la birra delle festività per eccellenza.

 


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