Come degustare il vino? Il semplice bere è totalmente diverso dalla “degustazione“, un atto programmato secondo una precisa metodologia con l’intento di arrivare a una precisa classifica delle “sensazioni percepite”.

Degustare significa descrivere con precisione le sensazioni che proviamo quando assaggiamo, comprendere ciò che abbiamo di fronte per poterlo poi vendere, e si divide in quattro parti: una degustazione visiva, una degustazione olfattiva, una degustazione gustativa e una degustazione retro-nasale. Partiamo dalla Degustazione Visiva.

Il bicchiere va riempito per un terzo. Poi va preso il calice per lo stelo, portalo all’altezza degli occhi e inclinato.


1. COLORE

Alzi la mano chi pensa che il colore di un vino si differenzi solo tra bianco, rosso e rosato? Assolutamente no! L’aspetto è un primo elemento fondamentale per decretarne lo stato di salute e la struttura.

degustazione del vino colore


2. LIMPIDEZZA 

Un buon vino è un vino limpido. Osservandolo ad altezza occhi e controluce, è possibile comprendere i diversi gradi di limpidezza:

limpidezza vino


3. FLUIDITÀ

Ecco il momento dell’intenditore: la rotazione del calice per valutare gli “archetti” ossia il modo con cui il vino si distribuisce e scivola lungo le pareti.

  • Se gli archetti sono fitti tra loro (e scivolano lentamente) hai di fronte un vino consistente, ricco di alcol e glicerolo.
  • Se gli archetti sono più distanziati tra di loro (e scivolano velocemente) ha di fronte un vino poco strutturato.


4. PERLAGE

Il termine tecnico è perlage, quindi le bollicine causate dall’anidride carbonica.

Sembra banale, ma è importante valutare attentamente le bollicine:

  • grana (grossolana, abbastanza fine, fine), più sono piccole più alta è la qualità nel calice;
  • quantità (scarse, abbastanza numerose, numerose);
  • persistenza (evanescenti, abbastanza persistenti, persistenti).

perlage vino

Vi è piaciuta la prima tappa del nostro percorso? A presto per l’analisi successiva, quella olfattiva.


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