Come scegliere delle birre che i vostri clienti apprezzeranno? Stiamo parlando certamente di un discorso ampio che necessita di un confronto con l’agente di fiducia e di un dialogo che si adatti alle specifiche situazioni del locale. È chiaro però che la prima scriminante è conoscere perfettamente quello che si vende.

Non tutti i consumatori sanno che le denominazioni comunemente usate per le birre – come leggera, doppio malto, speciale – non descrivono delle tipologie ma sono solo delle classificazioni legali legate alla gradazione alcolica. Classificazioni che hanno al loro interno prodotti tra loro diversissimi.
Come fare allora a classificare correttamente le birre? Un primo elemento importantissimo è il tipo di fermentazione.

Cosa si intende per fermentazione? È il momento in cui un semplice mosto si trasforma in qualcosa di più strutturato, perché i lieviti “aggrediscono” gli zuccheri sviluppando alcol e anidride carbonica. Il tipo di fermentazione dipende quindi dal tipo di lievito utilizzato. Ne esistono di tre tipi: alta, bassa e spontanea.

 

la fermentazione della birra

la fermentazione della birra

  • Birre ad alta fermentazione (Ale): significa che nel mosto vengono aggiunti lieviti che lavorano bene ad alte temperature (tra i 12 e i 23 gradi). A livello degustativo-organolettico presentano un bouquet di aromi e sensazioni palatali notevolmente maggiore rispetto alle basse fermentazioni. Alcuni esempi sono le Blond Ale, le I.P.A, le Stout e le A.P.A.birre ad alta fermentazione
  • Birre a bassa fermentazione (Lager): questi lieviti richiedono temperature di lavorazione piuttosto basse (quella ottimale si aggira tra i 7 e i 9 gradi centigradi). Il metodo della bassa fermentazione è attualmente il più diffuso con una produzione di circa il 90% delle birre del mondo. Le birre così ottenute hanno aromi puliti, perché rispecchiano le caratteristiche del luppolo o del malto utilizzati nel mosto. Alcuni esempi: le Bock, le Dunkel, le Pils e le Helles.
  • birre a bassa fermentazione
  • Birre a fermentazione spontanea: è un tipo di fermentazione completamente diversa dalle altre due, perché sfrutta i lieviti e i batteri che si trovano nell’aria. Per fare in modo che batteri, lieviti e mosto si incontrino naturalmente e che la fermentazione inizi si mette a raffreddare il mosto di birra in grandi vasche, poco profonde, che si sviluppano in senso orizzontale.

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